Modello di funzionamento

Attraverso lo scambio clinico il paziente ha modo di comprendere il significato dei sintomi che lo attanagliano, siano essi ansia, stress, rabbia, malessere, depressione, dipendenze, disturbi alimentari, ecc… Parlando di sé e della propria vita, attuale e passata, mette ordine nelle proprie rappresentazioni mentali e ricontestualizza le problematiche da un nuovo punto di vista (reframing). La comprensione produce la risoluzione dei sintomi, una maggiore padronanza degli effetti deleteri della sintomatologia e una ristrutturazione profonda delle proprie rappresentazioni mentali, sia a livello personale che interpersonale. Nel terapeuta il paziente trova un alleato che non lo lascia solo, lo sostiene, lo aiuta a comprendere senza mai sostituirsi a lui, bensì mostrandogli i suoi meccanismi di funzionamento mentale e trovando insieme a lui una strada per modificarli e generarne di nuovi e più funzionali. L’obiettivo finale della terapia è sia quello di far acquisire al paziente padronanza e controllo sugli aspetti problematici portati in terapia, in modo che non interferiscano più significativamente nella sua vita danneggiandola, sia di fargli contestualmente interiorizzare nuovi modelli di funzionamento che gli consentano di esprimere se stesso al meglio. I nuclei principali su cui si interviene sono i pensieri, le emozioni e le azioni che appartengono al paziente. Questi tre elementi, strettamente interconnessi, generano un circolo che può risultare virtuoso o vizioso. In quest’ultimo caso si interviene sui tre fattori per bloccare il meccanismo, liberare il paziente e modificare il circolo creandone uno virtuoso, ossia a vantaggio della persona.

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